sabato 22 febbraio 2025

NEBBIA E COLLA

 C'era nebbia quel giorno

non mi accorsi
di stazione in stazione
della destinazione sbagliata.
Pezzetti di carta
appiccicati alle mani
quel libro di noi
soltanto iniziato
Eppure la colla resiste
all'usura del tempo
così pure
le parole non dette
e non ascoltate;
sono ancora aggrappate
lì, in ultima fila
in attesa
di quello ieri
nella nebbia smarrito

Eos





                                      

giovedì 13 febbraio 2025

NEVE

 Chi dice che è fredda

non conosce davvero
cosa sia il gelo
C’è tepore nei fiocchi
bianchi e pietosi
che abbracciano rami
scheletriti e contorti
soli e anneriti
nel livido cielo d’inverno
C’è amore
in un fiocco di neve
stringilo al cuore
scaldalo piano…
vedi che è caldo?

Eos







                             

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mercoledì 22 gennaio 2025

SENZA TE

 Un intero calendario sfogliato

e ancora ricordi
da aggiungere agli altri.
Pioveva quel giorno
Un poeta direbbe pianto del cielo
di gioia o dolore
non so
non sono un poeta
Non era che acqua
come spesso d’inverno.
Dicembre ritorna…
È solo un anniversario di più
nient’altro che un anno di più
Senza di te.


Eos





                   

    sabato 4 gennaio 2025

    LA FOCE PERDUTA

     Nacque torrente montano

    cristallino e sonoro.
    Forte il richiamo del mare
    a indicarne il percorso
    tortuoso e in pendio.
    E fu fiume impetuoso e fecondo
    e scorreva tra sponde sicure
    in regioni talora assolate
    a volte innevate.
    Lontana la meta
    ma sempre più forte il richiamo.
    A due passi dal mare
    chissà cosa avvenne?
    Per fato o per dolo
    il sentiero deviò
    e ha continuato a vagare
    in paesi stranieri
    scemando le acque
    perdendo affluenti
    sempre più tenue il richiamo
    più confusa la foce
    tra illusioni e puntuali delusioni
    ad alimentare col pianto
    le acque esondanti.

    Ancora il richiamo!
    Ma più non ci crede.
    "Saranno ancora sirene.
    Il mare è perduto!"
    E prosciugato e sfinito
    ormai ridotto ad un rivolo
    più non piange il suo delta.
    L'inferno di ieri
    è ancora il paradiso di oggi.


    Eos





                     

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    martedì 31 dicembre 2024

    CONSIGLI PER IL CENONE DI SAN SILVESTRO

     Non mangiar capitone

    e nemmeno zampone
    che ti viene il magone,
    ricorda che le lenticchie
    fan cascar le ginocchia
    e che struffoli e miele
    fan crescere i peli;
    lascia stare il pandoro
    che ti strozza il piloro,
    chi mangia castagne
    e beve champagne
    poi diventa una lagna.

    Per occhi brillanti
    bevi solo spumante
    e per denti più bianchi
    sgranocchia finocchi,
    nove acini d'uva
    propizian la sorte:
    per sentirti leggero
    digiuna del tutto
    tanto hai la ciccia
    delle passate bisbocce.
    Ricorda che è solo
    la fine dell'anno
    non quella del "mangi"
    quindi non serve
    fare riserve come i cammelli.

    Mentre saluto questo 2024
    che se ne va
    un pensiero rivolgo a voi tutti
    augurandovi pace e serenità
    per il nuovo anno che arriva
    e per tutta la vita.
    Auguri a tutti
    da eos







                        

      giovedì 19 dicembre 2024

      NOTTE DI NATALE

       C'è silenzio d'intorno

      nella valle deserta.
      Avvolta nei cenci
      la sua bimba malata
      incurante dei sassi
      che le feriscono i piedi
      la porta da Lui.
      La salverà di sicuro
      quel Dio
      portato nel villaggio
      da suor Hope.
      Nasce stanotte si dice
      in una gelida grotta
      e come la sua piccolina
      non ha vestitini
      solo il latte materno
      a nutrirla.

      In cielo brilla una stella
      mentre il pianto
      inonda il suo viso.
      Stringe sul cuore
      il suo fagottino
      poi s'inginocchia
      accanto alla greppia
      che a mezzanotte
      accoglierà il Divino Bambino.
      E aspetta serena
      asciugandosi gli occhi.


      Eos







                    

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      venerdì 15 novembre 2024

      LA FARFALLA BIANCA

       Una voce corre nel villaggio

      Nella sua casa, accanto al cimitero
      dietro il tempio di Sozanij
      il pazzo ma amabile Takahama
      è molto malato.
      Piange la sorella
      e ai presenti racconta
      la strana solitudine dell’uomo
      “Aveva diciott’anni Akiko
      sua promessa sposa
      quando morì
      il giorno prima delle nozze.
      Takahama , folle di dolore
      venne a stare accanto alla sua tomba
      e per tutta la vita ha condiviso
      la sua casa con il ricordo di lei.”

      Una bianca farfalla,
      apparsa d’incanto sul cuscino del morente
      ne veglia l’ agonia
      ed esalato il vecchio
      l’ultimo respiro
      vola via nel cimitero
      e scompare in una tomba
      vecchia di decenni
      ma ben curata e con tanti fiori freschi.
      Non era pazzo Takahama
      se non d’amore.


      Eos